lunedì 3 dicembre 2007

Trans-ilvania

Io si che sono furbo, ho da sposare una ragazza con curve mozzafiato, vivere allegramente in una reggia a Londra, mantenermi con un lavoro che chiunque si sognerebbe, e quindi cosa scelgo? Di trascorrere un mese in compagnia di un vampiro dalle manie transessuali.
Niente da dire, qui in Trans-ilvania ci sono posti stupendi, quanto vorrei mandare una cartolina alla mia adorata Pina, (o era Tina?) per raccontarle che non sono riuscito a vedere un bel niente del paesaggio Romeno. Vada a farsi fottere, e magari in questo momento mi sta prendendo sulla parola.
Di che parlavo? Ah, del succhia sangue. Draculo è un conte, o meglio era, dell'antico medioevo, e mi ha confessato che per mantenersi in vita usa costantemente due volte al giorno un dosaggio di crema per le rughe Garnier Fructis ricca di vitamine per la pelle. Non è questo il punto: potrei anche credere alle sue balle, ma quello che proprio mi stupisce è come faccia a fare tutte le altre cose impossibili che fa! Credetemi, una notte l'ho visto che appeso al muro a testa in giù, riusciva ad addormentare uno yo-yo per trenta secondi! Sono uscito di colpo dalla mia stanza e gli ho fatto un applauso, ma s'è spaventato e mi ha ordinato di tornare in camera. Ho incontrato anche i suoi tre famosi mariti, e più d'una volta mi hanno tentato con i loro set Lego Machine Caserma dei Pompieri. Non so come Draculo sapesse che proprio i Pompieri mancavano alla mia collezione. Il conte è saggio, ma anche molto. Lui ha scoperto che la mia Rina (o era Gina?) è senza protezione a Londra e quindi se nè andato da qui, lasciandomi in balia dei tre mariti che senza sosta continuano a farmi giocare con i Lego. Li odio.


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Qui è il dottor Van Cessing che vi parla dal suo diario. Sono sulle tracce del conte Draculo, il pervertito della notte, quello che se ne va a ciucciare di porta in porta. Ho scoperto che quello sfigato del mio amico Jonatanno si è fatto fregare la moglie dal conte. Io ho approfittato dell'occasione per scovare il conte e farmi un Auricchio. Quando l'ho trovato gli ho impiantato uno stuzzicadenti nel naso ed è morto. Anche Lina è morta e anche Jonatanno.
Qui terminano le avventure della Trans-ilvania.

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Scherzavo, ho troppa fifa per cercare il conte. Comunque la storia dell'Auricchio è vera.
Alla fine ho saputo come si sono evoluti gli eventi: Jonatanno è rimasto a vivere con i mariti di Draculo, Nina ha sposato il conte, ha avuto un figlio da lui. Quanto a me...
Un altro Auricchio.

mercoledì 21 novembre 2007

Supercalifragilistichespiralidoso è andato in pensione.

Se Babbo Natale venisse a portarmi una bottiglia di Coca-Cola, lo picchierei. E gli farei bere la Coca-Cola, giusto per rincarare la dose di punizioni. Mi sento frust(r)ato, come disse Gesù poco prima di farsi la via del Calvario. Alla finestra, guardo i giorni passare (e anche le belle ragazze). Man mano che andiamo avanti, i giorni si accorciano e la vita si allunga, i potenti ci fanno le pernacchie e i deboli cercano di capire il perché di un gesto così assurdamente normale.
Ah, non c'è più religione, come disse il bidello avvertendo gli alunni che il prete era a casa ammalato. E non c'è più nemmeno buon senso, finché la Clerici e la Ventura non decidono di andare a fare volontariato in Groenlandia. I sensi sono cattivi, puzzano di sciocchezze lontano un miglio. Facciamo due.
Vorrei dire tante cavolate, ma non sono abbastanza intelligente. E continuando a gingillarci con i controsensi, finiremo per andare in senso contrario; se poi siamo in un senso unico, peggio ancora. E se dal senso unico arriviamo ad un vicolo cieco, significa che abbiamo fatto una strada senza senso. E' normale, almeno finché tutti diranno che lo é. Viviamo in un'epoca di sorrisi: sorrisi finti, sorrisi stanchi, sorrisi incerti. Sorridiamo in un'epoca di vite: vite finte, vite stanche, vite incerte.
Supercalifragilistichespiralidoso è andato in pensione. Beato lui. Ora ci siamo noi, poco spiralidosi, tanto fragilisti.
E qual è il motivo? Non lo sapete, è ovvio. Ovvio come girare all'infinito per un gatto con una tartina sulla schiena. E' ovvio, e lo si può capire da quello che ho scritto finora. Niente.

venerdì 12 ottobre 2007

Che fine ha fatto?

Tsk, si lamenta che i co-autori del blog non scrivono. Di quel mentecatto di WildChild non so nulla, forse sta litigando con lo spirito inquieto di Lincoln che conservava sotto il cuscino. Per quanto riguarda D C o W, beh lui è un problema a parte. Mi sento di rispondere io al posto suo solo per rispetto verso il povero The Guardian, abbandonato a se stesso e in preda a crisi esistenziali tipo "Chi sono? Sono davvero una persona o sono solo un quotidiano inglese, o peggio ancora un film con Kevin Costner?"
D C o W non può rispondere perché è... impegnato. Sì, diciamo "impegnato". Chi sono io? Ma che v'importa, dico io? Fatevi i *bip* vostri, porca *bip*! Diciamo solo che quello scemo di D C o W tiene memorizzati nome account e password quindi non ho avuto problemi a inserirmi col suo account.
Ecco, non ho altro da dirvi, solo avvertirvi che per un bel po' non potrà farsi vedere. E' impegnato: l'altra settimana stava giocando a moscacieca sull'autostrada, ieri stava cercando di colpire con un bastone una piñata che invece di essere piena di dolci e frutta era stata riempita di nitroglicerina. Sciocchezze. C'è poi da dire che è molto occupato anche socialmente: aiuta le vecchine ad attraversare la strada correndo come un pazzo invasato da un marciapiede all'altro per fermare le macchine. E non è tutto, si dice che abbia stipulato un contratto con Babbo Natale per prender le veci di una renna morta. Alcuni dicono di averlo visto scalare l'Everest a testa in giù, ma molti discordano su queste testimonianze, asserendo che si trattasse solo di un mitomane che tentava di emularlo. Manca solo che sia stato rapito dagli alieni o che abbia ricevuto una benedizione da Chuck Norris, eh? Purtroppo hanno messo gli autovelox sulla Via Lattea quindi gli alieni devono ancora arrivare causa traffico, e per quanto riguarda Chuck Norris, sembra che sia impegnato in Birmania a far crollare a suon di calci rotanti la dittatura che ha messo alla fame il paese.
Si tratta solo di voci di corridoio, esagerate leggende metropolitane, ma mi sentivo obbligato a dirvelo. Farò in modo di farvi avere altre sue notizie appena potrò. Fino ad allora resistete anche senza di lui. Anzi, divertitevi!

lunedì 8 ottobre 2007

Forse i pochi lettori di questo blog non sanno che sono in via di estinzione...

Forse i pochi lettori di questo blog non sanno che sono in via di estinzione,
gli scrittori intendo o gli autori, o gli addetti a postare queste storie che leggete non voi poveri lettori, costretti a leggere queste tristi storie.
Forse nemmeno sapete che qualche mese fa sono stato sonoramente sgridato e ripreso sul fatto che avevo un blog su cui scrivere e non ci scrivevo e dovevo scrivere sennò tutto andava a "signorine di facili usi e costumi".
Io a testa china mi facevo piccolo piccolo sotto tutti questi riproveri e annuivo silenziosamente trattenendo il fiume di lacrime che cercava di sgorgare dai miei occhi...
E mi sono messo di buona lena per cercare di ricordare qualche avvenimento della mia vita che valesse la pena di essere trascritto qui
e ho ricordato
e ho trascritto
e mi son detto
"bravo bravo che sono stato!"

capitando qui stasera per caso scopro che effettivamente il blog non è andato a "signorine di facili usi e costumi" ci sono andati gli altri due "autori" o forse sono andati a farsi fo***re dal primo manico di scopa che hanno incontrato.

A parte gli scherzi, che fine hanno fatto questi due autori?
non se ne ha notizia da quasi 2 mesi, ho chiesto un po in giro,ma i manici di scopa rispondono con un secco "No comment"
Sono disperato, aiutatemi a trovare gli altri due scrittoridistorievere di questo blog altrimenti va a finire che resto senza ricordi e le storie da scrivere mi toccherà inventarle di sana pianta...
Non so se avrò tutta la fantasia necessaria per creare simili storie e per farle sembrare reali.

Mi viene più facile ricordare quelle che ho vissuto e trascriverle ma è da un po di tempo che non si inonda la mia camera da letto...

domenica 9 settembre 2007

o per lo meno è quello che LUI vuol far credere

Notti insonni, a guardare un soffitto buio....
Tredici giorni e dodici notti con gli occhi spalancati.
Credetemi, non è una bella cosa: non si riesce a distiguere la fantasia dalla realtà, i sogni e i desideri si mescolano con la vita quotidiana materializzandosi davanti agli occhi
(o per lo meno è quello che LUI vuol far credere).

Non mi credete? Eppure è così....
Queste visioni sono talmente veritiere che passeggiando per la strada vedo mostruosi assembragi meccanici che imprigionano uno o più esseri viventi, alcuni con le mani legate ad uno strano attrezzo circolare.
Vedo che si agitano dietro quei vetri e ho notato che venerano un idolo e pronunciano strane frasi e parole in modo brusco, spesso ad alta voce.
Ad ogni angolo c'è un totem che ritrae questa divinità dai tre occhi e gli adepti di questa religione variano il loro stato d'animo in base all'occhio che tiene aperto il totem in quel momento, c'è quello verde che si vede che sono tutti contenti e sorridono e vanno via veloci, c'è quello giallo che si vede che sono ancora contenti ma in prossimità della statua del loro dio accelerano l'andatura e volano via veloci come il vento (quasi dovessero schivare un meteorite che sta cadendo proprio li) poi c'è l'occhio rosso e qui si vede che sono meno contenti ma da bravi adoratori si fermano, si scaccolano e poi iniziano con la raffica di preghiere, brusche ma efficaci.
Vi giuro che sembra reale
(o per lo meno è quello che LUI vuol far credere).

Poi c'è il fatto che in giro incontro una donna bellissima.... la guardo, ed è uno spettacolo.
Lei mi guarda, sembra che mi sorrida, io le rispondo con un'altro sorriso e proseguiamo per la nostra strada, subito dopo vedo un'altra donna bellissima.... la guardo, ed è uno spettacolo.
Lei mi guarda, sembra che mi sorrida, io le rispondo con un'altro sorriso e proseguiamo per la nostra strada. Cammino e tutte le donne che incorcio sono donne bellissime... le guardo tutte, che spettacolo (che belle le donne).
Sono tutte tutte tutte bellissime e se incrocio il loro sguardo per una frazione di secondo mi innamoro perdutamente o forse è solo una questione di ormoni
(o per lo meno è quello che LUI vuol far credere).

Tutto tutto è reale, l'altra sera ad esempio stavo giocando a freccette e finalmente, dopo anni di allenamento, sono riuscito a infilare le tre freccette in quella piccola parte del settore del venti che tanto ho bramato, che felicità, tutti che si congratulano stupefatti e io gasatissimo che mi sventolo mille arie da esperto giocatore.
Il display lampeggiava 180 punti
(o per lo meno è quello che LUI vuol far credere).

Tutto vola e gira attorno a me, è la tredicesima notte, vedo un puntino bianco su quel soffitto buio.
Tutto vola e gira attorno a me, è la tredicesima notte, forse adesso mi addormento
(o per lo meno è quello che LUI vuol far credere).

giovedì 23 agosto 2007

Poesia: Le Cammellate

Amore mio
sei come
il salame sull'asfalto,
immobile.
sei come l'asfalto col salame,
strano.
Amore mio
sei tutto
sei niente
Amore mio
i tuoi occhi riflettono
le luci dei fanali
quelli dello stronzo
che sto tamponando
Amore mio
sei profumata
come un fiore
su un campo di sterco
sei unica, domini ora e sempre
Amore mio,
la tua saliva
scintillante nel buio
la tua sbobba nel piatto
la tua cacca preziosa
la tua caccola pendente
Amore mio
sei morbida come un cuscino
sei un cuscino
amore mio,
amore mio,
cuscino mio.
Sei il cuscinetto a sfera
onto di grasso
del mio motore
che non è cuore, ma culo
amore mio
sei un cuscinetto a sfera.
Amore mio
sei una sfera
una sfera trapezioidale
il quale lato sinistro
è la somma della base
più pi-greco
Amore mio
amore mio
sei un pi-greco
Amore mio.
Ti amo, e credo
di essere l'unico
uomo su questa terra
ad avere il coraggio d'amare
un cuscino,
un cuscinetto a sfera
e un pi-greco.

Bella lì! C'ho messo sedici anni a comporre questo poema, è una poesia profonda e sentimentale, che da significato ad ogni parola e che è stata mia compagna di vita per molto anni.
la dedico all'astrocazzo di gundam.

domenica 5 agosto 2007

La misteriosa pallina

Chi lo poteva sapere che dentro le lattine di Guinness viveva una strana e misteriosa pallina?
Sembrava di plastica, a vedersi, provvista di un microscopico forellino, e qualcuno ci suggerì in un orecchio che probabilmente serviva per tenere ben mescolata ed amalgamata la birra, dato che la Guinness, si sa, è molto corposa.

Cazzate!

Quello era un micromondo abitato da folletti cavalcanti batteri a forma di salsicciotti, quant'è vero che io sono un povero deficiente!

Volevo provarlo a tutti i costi, ma quelli con me, indecisi se deridermi o essere imbarazzati di fronte al resto del locale, mi suggerivano di farmi visitare da uno veramente bravo. Mi misi a guardare attraverso il forellino, ma era troppo piccolo per poter spiare i folletti. Provai a sbatterlo un pò, immaginando la burrasca di birra che doveva essersi abbattuta in quel mentre sulla terra dei folletti (sapete, la biglia di plastica era per metà piena di birra a causa di quel forellino). Sicuramente qualche folletto era morto, e mi sentii in colpa, così la smisi di scuoterlo. Tornai ad osservare, ponendola contro luce, cercando di intravedere qualche nave di folletto, o qualche folletto volante, o qualche casa di folletti, o qualche folletto alpinista. Niente.

Me ne stavo così assorto, a bocca aperta con la testa all'insù, tenendo la pallina davanti a un lampione (per osservarla contro luce!), che non mi resi conto che mi stava scivolando dalle dita. Era ancora bagnato di birra, quell'infimo micromondo! La mia mente gridò d'allarme quando era ormai troppo tardi: la pallina già cadeva tra le montagne russe della mia bocca e del mio esofago.

Quelli che erano con me iniziarono a riempirmi di pugni allo stomaco (sapete, per farmela rigettare), dandomi sprangate sulla nuca (ho il sospetto che non servissero proprio ad aiutarmi a tirar fuori la pallina), oppure scattando foto per immortalare la mia agonia.

Ormai in stato semi-comatoso, pieno di botte e insulti, decisero di appendermi per le gambe e sballottarmi a dovere finché non l'avessi sputata. Inutile ogni metodo, perfino quello di iniziare ad aprirmi il ventre come un pollo (tentativo interrotto da un improvviso buon senso dello stesso carnefice, fortunatamente). La pallina ormai faceva parte di me, sembrava.

Spero solo che quei folletti siano creaturine innocue...

Spero.

E da un po' che mi sento strano, leggermente in subbuglio, e provo discreti istinti omicidi verso innocui passanti. Sarà il caldo...

Ops... ehm, scusatemi... devo assentarmi un attimo, il vicino ancora si lamenta per quella mannaia sulla scapola.