giovedì 8 maggio 2008

La Confessione Di Silvio Berlusconi

Ok, non me la sono inventata io, me l'ha passata un mio amico. Ok, Berlusconi non è un personaggio inventato ma realmente esistente, cosa che è in contrasto con lo spirito immaginifico di questo blog, ma chi non vorrebbe al giorno d'oggi credere che si tratti di un brutto sogno invece di accendere ogni volta la tv e constatare che è reale? Quindi per un attimo ridiamocela, tutti assieme (senza dimenticare che, pur trattandosi di una storiella, una barzelletta, i fatti - purtroppo - sono accaduti realmente).

Berlusconi: 'Signor parroco, mi vorrei confessare.'
Parroco: 'Certo figliolo, qual è il tuo nome?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi, padre.'
Parroco: 'Ah! Ah! Il presidente del Consiglio!?'
Berlusconi: 'Sì, padre.'
Parroco: 'Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E' meglio che tu ti rechi dal Vescovo.'
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: 'Certo, come ti chiami?' 
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi.'
Vescovo: 'Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E' meglio che tu vada in Vaticano.'
Berlusconi va' dal Papa. 
Berlusconi: 'Sua Santità, voglio confessarmi.'
Papa: 'Certamente, figliolo. Come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi.'
Papa: 'Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me.'
Guarda qui, sul lato del Vaticano c'è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.'
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: 
Berlusconi: 'Signore, voglio confessarmi.'
Gesù: 'Certo, figlio mio, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi.'
Gesù: 'Ma chi? Il Presidente del Consiglio?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'L'ex amico di Craxi?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'L'inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'L'amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?'
Berlusconi: 'Ehm... sì, Signore.'
Gesù: 'Quello che ha abbassato dell'1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali ?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?' 
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull'entrata in vigore dell'Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato 3 volte ministro del tesoro?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza i dvd?'
Berlusconi: 'Sì, signore.'
Gesù: 'Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?'
Berlusconi: 'Ehm... sono sempre io, Signore.'
Gesù: 'Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.'
Berlusconi: 'Ringraziare??? E chi, Signore?'
Gesù: 'Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t'avrei fatto un CULO COSI'!!!'

lunedì 21 aprile 2008

Conversazioni a quiz

I modi con cui si può rispondere ad una persona sono tantissimi, potenzialmente infiniti. Il bello che ognuno di essi modifica in maniera sempre diversa e sempre definitiva il dialogo con questa persona, come anche il rapporto che da questo nasce.
Proviamo a fare un esempio. Immaginate di trovarvi in treno, e di stare ascoltando della musica col vostro cellulare. Di fronte a voi si siede un ragazzo, e dalla tasca tira fuori un cellulare che, guarda caso, è uguale al vostro. Mettiamo che non ve ne freghi niente, che siete stanchi del viaggio su quella diligenza ante-Prima Guerra Mondiale e che ve ne state ad ammirare l'umido panorama di campi e alberi e campi e alberi e ancora campi fuori dal finestrino. Ma mettiamo che il ragazzo noti che il vostro cellulare è uguale al suo. Allora agitando appena la mano tenta di richiamare la vostra attenzione, e quando voi lo notate lui sorridente vi fa: "Ehi, abbiamo il cellulare uguale!"
A questo punto voi potete rispondere: A) Succede. B) E' vero! Caspita, che coincidenza! C) Non mi rompere i coglioni e fatti i cazzi tuoi.
Ci sono diversi altri modi di rispondere, ma noi ne analizzeremo solo tre.
Ora vedete che, a seconda di come avete risposto, la conversazione può prendere pieghe diverse. Se avete risposto A) o C) con buone probabilità la conversazione morirà sul nascere. Se avete risposto B) invece essa progredirà fino a che non arriverete alla vostra stazione. 
Analizziamo caso per caso. Alla risposta B) arriva la replica del ragazzo che probabilmente vi dirà: "vero che è un bel cellulare?", alla quale voi ribatterete con: B1) Sì, ma è un pò lento. B2) E' bello, e la musica si sente bene. B3) Certo, ma ora non mi va di parlare di cellulari.
Se rispondete con B1) il ragazzo molto probabilmente non vi darà ragione (è troppo orgoglioso per ammettere che ci siano lati negativi; se rispondete con B2) la conversazione sarà sempre più affiatata, tanto che probabilmente vi dimenticherete della vostra stazione e vi troverete al capolinea senza esservene accorti; se rispondete con B3) nella speranza che anche il ragazzo sia stanco e desista dal suo intento di continuare a parlare, allora non avrete problemi a tornare a casa. Alla replica di B1) risponderete con B1X) dicendo che sì, in effetti ci sono altri cellulari molto più lenti, oppure con B1Y) Ora ti dimostro perché va lento, oppure con B1Z) Pensala come vuoi, ma questo cellulare è bello ma lento come una lumaca.
Alla replica di B2 risponderete invece con B2X) Ci sono tante opzioni, è davvero versatile; con B2Y) Musica, sì... e vorrei ascoltarne un altro pò se non ti spiace; B2Z) La batteria durata tantissimo.
Alla replica di B3, se mai ce ne fosse una (probabilmente di insistenza da parte del ragazzo per continuare quella discussione), risponderete: B3X) Scusa, ora devo andare, questa è la mia fermata. B3Y) Alzate il volume nelle cuffie, e con una buona dose di discrezione, vi girate verso il finestrino, fingendo che quella discussione non sia mai iniziata. B3Z) Ehi, mi sembra che qualcuno ti abbia chiamato dall'altro scompartimento.

Probabilmente ho fatto un pò di casino, ma il senso è quello e pur di tediarvi andrei avanti all'infinito. Non lo faccio solo perché mi stanno venendo le piaghe da decupito a forza di star seduto, e perché ho perso sensibilità alle dita.
Ad ogni modo, non ha alcuna logica quello che ho scritto finora. La verità è che volevo fare un post per non lasciar passare troppo tempo dall'ultima volta che ho scritto un'altra cazzata come questa. Se state leggendo queste righe allora vuol dire che il mio intento super malvagio di annoiarvi con quel ragionamento contorto là sopra ha funzionato. E anche se non potete sentirmi, sappiate che sto ridendo, ridendo alla grande con una risata sadica e tremendamente malvagia.

mercoledì 9 aprile 2008

Apocalisse? No Grazie...

Cit
"L'uomo non ha bisogno di dio
per scatenare l'inferno in terra"


martedì 25 marzo 2008

Un pianeta al mercatino dell'usato

Non c'è niente da fare, amici. Da quando ci è possibile facciamo film sugli alieni, e soprattutto sugli alieni che tentano di conquistare la Terra. Non ho mai capito perché. E' un segreto desiderio di avere a che fare con esseri provenienti da altri mondi, o è forse - dato che nei film gli alieni perdono sempre, sono brutti e cattivi - un tentativo degli uomini di credersi forti di fronte a una minaccia sempre abbastanza lontana dalla realtà. Come un bulletto che, per credersi forte, prende a pugni il secchione con gli occhiali, magari magro e asmatico. O forse vogliamo fare questa guerra eterna con gli extraterrestri affinché un bel giorno non accada veramente che essi arrivino e ci conquistino sul serio? Forse tutti questi film sono fatti apposta per pubblicizzare il nostro pianeta. Forse ci vantiamo di avere un bellissimo pianeta dove tutti fanno a gara per averlo. Che presuntuosi che siamo.

L'altro ieri mi è capitato di incontrare un alieno. Viaggiava su una decapottabile gialla, che aveva noleggiato dopo aver fuso il motore della propria navicella. Veniva, se ricordo bene, da un pianeta esterno al Sistema Solare, un pianeta grande e pieno di gente come lui. Gli ho chiesto perché è venuto nel nostro pianeta e se ce ne sono altri come lui da queste parti. Lui mi ha risposto che c'è capitato per sbaglio, che doveva passare oltre ma che la sua navicella venne trascinata giù insieme a uno dei nostri satelliti fuori uso. Mi ha detto quindi che era l'unico ad esser venuto da noi. Gli ho domandato allora se aveva intenzione di tornare nel proprio pianeta per dare ai suoi capi le informazioni preziose che aveva assunto sul nostro mondo, in modo che poi potessero conquistarci.
"Vuoi scherzare?" mi ha risposto, con un pessimo accento italiano, "sono anni e anni che i miei capi vi osservano. All'inizio c'era qualche interesse, a dire il vero, ma man mano che vi siete avvicinati al nuovo millennio il nostro interesse è andato diminuendo. Insomma, diciamoci la verità, chi vorrebbe un pianeta come il vostro? Per carità, avete montagne bellissime, foreste infinite e laghi freddi e puri, avete animali bellissimi e opere architettoniche immortali. Ma tutto ciò ve lo state divorando giorno dopo giorno, e le risorse sono in via di esaurimento. Sarebbe un cattivo affare per noi conquistare il vostro pianeta, sarebbe più il lavoro da fare per ricostruire che non il vantaggio acquisito dalla conquista. E poi quanto dureremmo con le vostre risorse? Poco. E la nostra gente si ammalerebbe con tutto l'inquinamento che fate. Non ne vale la pena; nella galassia ci sono mondi più interessanti e meglio tenuti."
Capirete, sono rimasto abbastanza deluso. Il che è strano: come si fa a rimaner delusi sapendo che gli alieni non verranno mai a conquistarvi? E' una notizia bella, ti dà una forte garanzia di sopravvivenza.
Invece no, perché le parole dell'alieno mi hanno messo la tristezza nel cuore. Aveva offeso il nostro mondo e la nostra civiltà con quelle parole, ma l'aveva fatto dicendo la verità. Sapevo che gli alieni ci avrebbero lasciato in pace, ma tanto ci pensavamo noi stessi a conquistarci, schiavizzarci, sfruttarci e distruggerci. Noi eravamo al contempo razza inerme e razza conquistatrice, al contempo ci difendevamo e ci conquistavamo. Alla fine il nostro mondo sarebbe perito, era chiaro.
L'alieno mi ha visto triste e mi ha messo la sua mano tridattila sulla spalla. "Perché così triste, giovane umano?" mi ha chiesto.
"Eh, capirai. Quello che mi hai detto..."
"Ma non sapevate di essere in queste condizioni?"
"Ce ne stiamo rendendo conto ora, ma alcuni sono ciechi e sordi e continuano a fare del male incuranti di quello che sta accadendo al nostro mondo."
"E come mai?"
"Il denaro, caro alieno, il denaro."
"Ah già, voi avete il denaro. Ci siamo passati anche noi, ci passano tutti. Ma ora non più, ce ne siamo liberati."
"Vi siete liberati del denaro?!" Ero incredulo.
"No, ci siamo liberati dell'eccessivo attaccamento verso di esso."
"E come avete fatto?"
"Abbiamo fatto i soldi viventi. Queste monete sono intelligenti e rimangono nelle tasche solo di chi ne ha veramente necessità. I primi tempi era difficile e vedevi i soldi scorazzare dappertutto con la gente che gli correva dietro invano, ma poi abbiamo imparato."
"Voi sì che siete bravi..."
"Forse ci arriverete anche voi."

Il giorno dopo l'alieno se n'è andato. Aveva trovato modo di far riparare la navicella. Prima di partire mi ha offerto di andare con lui, e magari di portare qualche amico: c'era posto nella navicella. Ho rifiutato, d'altronde sono affezionato a questo mondo. Ho tante altre stupidaggini da raccontare, bellezze e orrori da vedere, persone e mostri da conoscere. Sarebbe ingiusto verso il mondo lasciarlo proprio ora che sta male.

sabato 8 marzo 2008

La storia sfinita

Cera una volta un bambino che a colazione mangiava sassi, a pranzo mangiava sassi, a cena mangiava sassi e non moriva mai.
Questo bambino aveva una fantasia fuori del comune, riusciva a immaginare interi mondi, creava storie incredibili e viaggiava dentro la sua testa e i suoi pensieri più volte di quante non lo facesse nella realtà.
Un giorno, mentre andava a scuola, venne preso di mira da alcuni bulli, che lo volevano infilare in un cassonetto ma lui più furbo che mai si nascose in una libreria, certo che i bulli non l'avrebbero inseguito fin li perchè respinti dalla nausea che i bulli provano quando si avvicinano alla cultura... e così fu, i bulli se ne andarono e lo lasciarono in pace per un pò.
Si guardò intorno: osservò le migliaia di libri che lo circondavano e un vecchieto riverso su di una seggiola che teneva in grembo un libro...
Il bambino si avvicinò al vecchio, che pareva stesse dormendo, ma scoprì che il vecchio era morto, era morto da molto tempo leggendo un libro e sgranocchiando sassi (lì vicino infatti c'era un sacchetto di "Amica Stone" i noti sassi fritti che dentro ci trovi pure le sorpresine tipo gli anelli del potere o le collane di perline o quei cosini gelatinosi che quando li attacchi al soffitto devi usare una scopa per staccarli e la mamma vi sgrida perchè gli macchiate i muri).
Il bimbo, incuriosito dal libro, lo staccò dalle mani raggrinzite del vecchio oramai mummificato e ne lesse il titolo...
"LA STORIA SFINITA" (nessuna cenno sull'autore)
Lo aprì e vide che non vi era scritto nulla. Se lo infilò nello zaino e si diresse verso scuola sgranocchiando gli "Amica Stone" che erano avanzati al vecchio.
Arrivato a scuola decise di marinarla che proprio non ne aveva voglia così decise di rifugiarsi nel suo mondo di fantasia per leggere il libro dallepagine bianche che aveva appena rubato a un vecchietto mummificato.
Scoprì che era molto facile e scorrevole la lettura de "La Storia Sfinita" (e delle sue pagine bianche)
Lo finì in un batter d'occhio, ma quando chiuse il libro vide che le sue mani sembravano quelle di un vecchio, che faceva fatica a rialzarsi perchè gli dolevano le ossa... usò la sua immaginazione e creò uno specchio fatato per poter vedere i lineamenti del suo viso.
Erano quelli di un vecchio, tutto curvo e dolorante, allora pianse perchè non aveva più i denti e non avrebbe più potuto sgranocchiare sassi e lo specchio fatato lo prendeva in giro, lo derideva e lo scherniva...
allora il vecchio bambino preso dalla rabia e dalla disperazione scagliò il libro contro lo specchio fatato che andò in frantumi e mille schegge di vetro risplendettero sotto i raggi di quel sole di fantasia creando mille arcobaleni fantastici che i folleti non avevano abbastanza oro da seppellirci sotto (e si disperarono pure loro).
Allora il vecchio bambino si sedette disperato sulla sedia e pianse, pianse per tantissimi giorni perchè aveva fame e non poteva mangiare i sassi così, nel suo mondo di fantasia si mise a fantasticare e piano piano spirò.
Il vecchio bambino morì nel suo mondo immaginario sognando che forse sarebbe stato meglio essere un giovane vecchio pittosto che un vecchio bambino, almeno non avrebbe pianto e lo specchio non l'avrebbe deriso....

giovedì 21 febbraio 2008

Non mangiare il sasso

-"Lo sai che una volta un bambino ha mangiato un sasso?"
-"e poi...?"
-"e poi è morto..."

martedì 12 febbraio 2008

Storie di vite vissute (dal primo momento)

E' incredibile come passi veloce il tempo. Non mi sembra neanche ieri che sono nato. Me lo ricordo come fosse oggi, anzi, come fosse domani. Era una notte piovosa, ventosa e noiosa, i lupi ululavano e gli ubriachi cantavano. Li si sentiva starnazzare dalle osterie, quei beoni. Era una notte spaventosa, ma anche parecchio ansiosa, perché, dovete sapere, per i miei genitori era la prima volta.
Mia madre era alto, robusto, con virili baffi neri. Se ne stava nel salotto a fumare tre sigarette al colpo infilate nella pipa. Per accenderle utilizzava il mozzicone ancora acceso di un cubano. Mio padre invece era snella, bionda e molto graziosa. Era in camera da letto, assistita dal dottore e dalle due sorellastre (non erano cattive, solo un poco invidiose).
Non ci volle molto per nascere, e la fatica la fecero più loro che io. A me dava solo fastidio. Ricordo che erano le tre, e che avevo fame. Ricordo anche che il dottore era spaventoso quasi più dei latrati degli ubriachi. (Perché poi mi sono inventato il particolare degli ubriachi nell'osteria? N. d. A.)
Ad ogni modo nacqui, nonostante tutte le proteste. Già le sorellastre zitelle mi coccolavano e si complimentavano della mia paffuta bellezza. Mi parlavano con la confidenza che si dà a un mentecatto o a un barboncino. Ma vi sembra il caso?
Fossi stato in grado di risponderle a tono con tutti quei "cucci cucci" e "è tutto suo papà" e "è un amore". Ne avevo già le scatole piene: volevo la mamma, volevo il portafogli del papà e le mance dei nonni. E magari una bella fidanzata, un lavoro sicuro e tanti amici. No, per quello ci voleva tempo, dicevano: l'interesse per l'altro sesso sarebbe arrivato come un treno dopo diversi anni, dicevano gli esperti e non sempre questo voleva dire che l'altro sesso ne avesse per me (anche questo dicono gli esperti). Il lavoro avrei fatto tempo a stancarmene, quindi tanto valeva iniziare tardi. Per gli amici avrei prima dovuto esser stanco di stare chiuso in casa dalla mattina alla sera.
Sia chiaro, cari lettori (ah, state leggendo, è così? Ma non vi vergognate? Leggere ancora alla vostra età!) che non mi dispiaceva la vita che mi veniva offerta. Solo che mi stava un pò stretta. Almeno quanto il pannolino che mi mise la prima sorellastra, quella più invidiosa. Avevo bisogno di qualcosa di più, avevo grandi progetti e una voglia di evadere dalla monotonia della vita che neanche riuscite ad immaginarvi. Sciocchezze, direte, tutti hanno progetti simili per la propria vita. Beh, io li avevo avuti già vedendo la faccia del dottore, se questa non è una bella differenza non saprei cosa dire. E neanche il dottore, se leggesse queste righe.
E credete che sia riuscito a realizzare i miei sogni, a evadere e a fare i miei progetti? Ci credete davvero?
Meglio così allora, tenetevi la vostra credenza (e anche gli altri mobili) e la vostra curiosità perché ve lo dico un'altra volta!