giovedì 21 febbraio 2008

Non mangiare il sasso

-"Lo sai che una volta un bambino ha mangiato un sasso?"
-"e poi...?"
-"e poi è morto..."

martedì 12 febbraio 2008

Storie di vite vissute (dal primo momento)

E' incredibile come passi veloce il tempo. Non mi sembra neanche ieri che sono nato. Me lo ricordo come fosse oggi, anzi, come fosse domani. Era una notte piovosa, ventosa e noiosa, i lupi ululavano e gli ubriachi cantavano. Li si sentiva starnazzare dalle osterie, quei beoni. Era una notte spaventosa, ma anche parecchio ansiosa, perché, dovete sapere, per i miei genitori era la prima volta.
Mia madre era alto, robusto, con virili baffi neri. Se ne stava nel salotto a fumare tre sigarette al colpo infilate nella pipa. Per accenderle utilizzava il mozzicone ancora acceso di un cubano. Mio padre invece era snella, bionda e molto graziosa. Era in camera da letto, assistita dal dottore e dalle due sorellastre (non erano cattive, solo un poco invidiose).
Non ci volle molto per nascere, e la fatica la fecero più loro che io. A me dava solo fastidio. Ricordo che erano le tre, e che avevo fame. Ricordo anche che il dottore era spaventoso quasi più dei latrati degli ubriachi. (Perché poi mi sono inventato il particolare degli ubriachi nell'osteria? N. d. A.)
Ad ogni modo nacqui, nonostante tutte le proteste. Già le sorellastre zitelle mi coccolavano e si complimentavano della mia paffuta bellezza. Mi parlavano con la confidenza che si dà a un mentecatto o a un barboncino. Ma vi sembra il caso?
Fossi stato in grado di risponderle a tono con tutti quei "cucci cucci" e "è tutto suo papà" e "è un amore". Ne avevo già le scatole piene: volevo la mamma, volevo il portafogli del papà e le mance dei nonni. E magari una bella fidanzata, un lavoro sicuro e tanti amici. No, per quello ci voleva tempo, dicevano: l'interesse per l'altro sesso sarebbe arrivato come un treno dopo diversi anni, dicevano gli esperti e non sempre questo voleva dire che l'altro sesso ne avesse per me (anche questo dicono gli esperti). Il lavoro avrei fatto tempo a stancarmene, quindi tanto valeva iniziare tardi. Per gli amici avrei prima dovuto esser stanco di stare chiuso in casa dalla mattina alla sera.
Sia chiaro, cari lettori (ah, state leggendo, è così? Ma non vi vergognate? Leggere ancora alla vostra età!) che non mi dispiaceva la vita che mi veniva offerta. Solo che mi stava un pò stretta. Almeno quanto il pannolino che mi mise la prima sorellastra, quella più invidiosa. Avevo bisogno di qualcosa di più, avevo grandi progetti e una voglia di evadere dalla monotonia della vita che neanche riuscite ad immaginarvi. Sciocchezze, direte, tutti hanno progetti simili per la propria vita. Beh, io li avevo avuti già vedendo la faccia del dottore, se questa non è una bella differenza non saprei cosa dire. E neanche il dottore, se leggesse queste righe.
E credete che sia riuscito a realizzare i miei sogni, a evadere e a fare i miei progetti? Ci credete davvero?
Meglio così allora, tenetevi la vostra credenza (e anche gli altri mobili) e la vostra curiosità perché ve lo dico un'altra volta!

mercoledì 30 gennaio 2008

Il Contatore

Ok ok, non montiamoci la testa, c'è il contatore delle visite (113 per la precisione). E mi arriva DCoW tutto gasato in groppa al suo nobil pony deforme, tutto gaio e saltellante (DCow non il pony).
"c'è il contatore, c'è il contatore" urlava a squarciagola
al ché io resto impassibile, non capivo la sua gioia tanto gaia e tanto "follettosa" perchè in fin dei conti il contatore ce l'ho anch'io a casa: quello del gas e quello dell'acqua... a dir la verità ho anche un conta-chilometri in macchina...
E ora che ci penso mi viene in mente di quella volta che ho preso la macchina nuova, di ultima generazione, mille diavolerie elettroniche, un motore, 4 ruote, tergicristi automatici, fanali che fanno luce, frece che indicano, scarichi che scaricano, sedili per sederi, volanti per volare o guidare... insomma un sacco di cose che sembra che fa anche il caffè (non lo fa) e che gli manca solo la parola.
Ho iniziato a fare strada e il contachilometri si è messo a contare, giustamente direte voi.
Si ma... lo fa ad alta voce, ogni chilometro percorso lo quilla a tutto il mondo: "UNO
DUE
TRE
QUATTRO
CINQUE
SEI
SETTE
OTTO
NOVE
DIECI...
TRECENTOTRE
TRECENTOQUATTRO
TRECENTOCINQUE...
SEICENTOSESSANTAQUATTRO
SEICENTOSESSANTACINQUE
"
Vi rendete conto????
dopo un po ci fai anche l'abitudine, e conti con l'auto ma vi do un consiglio, cercate di farla tacere perchè un giorno sentii questo fatidico numero strillato con voce artificialmente cupa e tetra

"SEICENTOSESSANTASEI"
seguito da una risata cupa e a dir poco demoniaca
Beh, se vi capita di sentirlo gettatevi fuori dall'auto anche se state viaggiando con un dirupo scosceso alla vostra sinistra o se state andando contromano in autostrada, gettatevi fuori e di sicuro non ve ne pentirete.
subireste atroci sofferenze, verrete strangolati dalla cintura di sicurezza, la radio sputerà solamente pubblicità di candele sacre e vangeli politeistici mescolati a lingue di fuoco che vi arrostirannno i capezzoli in men che no si dica, il serbatoio si svuoterà e una voragine si aprirà di fronte a voi per farvi cadere nelle profondità della terra assieme a quella risata demoniaca.

Lo so, questa favola fa schifo, puzza di falso dalla seconda parola ma almeno questa ha una morale:
Se volete provare a fare paracadutismo
ma la prima volta non vi riesce di aprire il paracadute
lasciate perdere,
questo sport non fa per voi.


venerdì 4 gennaio 2008

In bocca al lupo

Fu un giorno terribile per il lupo. I Tre Porcellini, rinchiusi in un rifugio anti-atomico, avevano dimenticato le chiavi e non potevano più uscire. Siccome erano porcellini, non ci misero troppo a finire le scorte e a diventare porcelloni. La tragedia iniziò allora, quando non avevano più niente da mangiare. Si uccisero a vicenda, trasformandosi uno dopo l'altro in insaccati. Fu un giorno terribile, davvero terribile, per il lupo. Accortosi di non poter abbattere il rifugio anti-atomico, andò in cerca di Cappuccetto Rosso, ma questa, ormai cresciuta, aveva altri progetti che smarrirsi nel bosco andando a trovare la nonna. Era una bella ragazza, e voleva sfondare nello spettacolo. La "carriera" non le andò troppo bene, tuttavia, perché ai pezzi grossi non importava che sapesse cantare o ballare davanti a una telecamera, quanto piuttosto che lo sapesse fare in una camera da letto. In quello se la cavava bene, così le sue ambizioni si spostarono sempre più dalle telecamere alle camere da letto. E dire che inizialmente andava nelle camere da letto per poter stare davanti alle telecamere. Ma pian piano le prime rughe si facevano vedere, e ben più avvenenti Cenerentole, Belle Addormentate e Biancanevi si facevano avanti pestandole i piedini e usurpandole i letti. Cappuccetto Rosso fu costretta ad abbandonare quel mondo per trasferirsi in un altro più ampio, più illuminato, più consono a nuove amicizie. E così, con qualche centone dai finestrini delle auto e la pensione della nonna (tenuta appositamente surgelata in un frigorifero), poté vivere dignitosamente (economicamente parlando) per molti anni della sua vita.
Per il lupo, fu un giorno davvero terribile. Pessimo. Aveva intenzione di ingannare i capretti cospargendosi di farina la zampa, ma per quanto girasse non trovava fornai. Supermercati, sempre e solo supermercati. E poi, a dirla tutta, manco i capretti c'erano. Vivevano in gabbie larghe abbastanza per stare in piedi, tutti in fila, a centinaia; altroché la bella capanna su cui bussare.
Era sconsolato, il vecchio lupo. Ed era affamato. Neanche un pezzo di carne per lasciare che un ossicino si incastrasse nella gola e che la cicogna venisse a tirarglielo via. Le cicogne erano sparite, la carne con l'osso era una moda sorpassata.
Per lui quello era un mondo strano, diventato strano. I bambini non si spaventavano più, ora c'erano cose più terribili, come i pedofili o le pagelle. I bambini non lo leggevano più, i bambini non leggevano più.
Sempre più vecchio, ingobbito e stanco, il lupo se ne andava in giro di strada in strada come un cane addomesticato, smarrito, senza il suo padrone. Proprio lui, che un padrone non l'aveva mai avuto. Lui, che era stato il cattivo di ogni storia, che si divertiva a ingozzarsi e a spaventare, insieme all'orco (che ora fa lo spacciatore) e alla strega (che si è buttata in politica ed ora è senatrice a vita). Poveretto lui.

Un uomo per strada lo vide e lo fermò: "Ehi, lupo, che ti succede?" Desolata, la bestia gli alza incontro occhi malinconici. "Non servo più a nulla."
L'uomo, perplesso, gli accarezzò la testa. "Perché dici così? Non dovresti invece rimboccarti le maniche e darti da fare? Che so, mangiando qualche capretto, qualche maialino, qualche bambino incauto? Non dovresti ringhiare e spaventare la gente?"
"Che dici? La gente non ha più paura di me, e di capretti, maialini e bambini incauti non ce ne sono più. L'orco, che era cattivo come me, ora vende la droga, e la strega, cattiva come me, ora è in politica."
"Beh, è vero. Ora ci sono i nuovi mostri. La gente ha nuove paure, quindi servono nuovi mostri. Anche tu devi evolverti, cambiare mestiere."
"Davvero?" chiese il lupo, gli occhi lucidi di speranza.
"Certo! Potresti fare l'avvocato, o lo strozzino. Anche il mafioso, volendo. Quello rende bene."
"Qualcosa che spaventi i bambini!"
L'uomo rimase un pò a pensare. Molte cose spaventavano i bambini, ma un lavoro che desse rendita sicura non era facile da trovare.
"Devi scegliere, lupo. Un lavoro che renda bene e magari poi qualche passione extra."
"Potrei fare il banchiere. E poi nel tempo libero farò il pedofilo."
"Ecco, bravo! Ottima scelta!" L'uomo strinse la mano al lupo, il quale aveva già il petto gonfio di orgoglio, rigoglioso di peli neri come la notte. Si salutarono, e ognuno si avviò per la propria strada. Prima di svanire all'orizzonte, l'uomo - un tempo principe azzurro, ora solo mantenuto perditempo - gli gridò: "E mi raccomando, in bocca al lupo!"

E' una favola, non lo è. Ha una morale, non ce l'ha.

lunedì 3 dicembre 2007

Trans-ilvania

Io si che sono furbo, ho da sposare una ragazza con curve mozzafiato, vivere allegramente in una reggia a Londra, mantenermi con un lavoro che chiunque si sognerebbe, e quindi cosa scelgo? Di trascorrere un mese in compagnia di un vampiro dalle manie transessuali.
Niente da dire, qui in Trans-ilvania ci sono posti stupendi, quanto vorrei mandare una cartolina alla mia adorata Pina, (o era Tina?) per raccontarle che non sono riuscito a vedere un bel niente del paesaggio Romeno. Vada a farsi fottere, e magari in questo momento mi sta prendendo sulla parola.
Di che parlavo? Ah, del succhia sangue. Draculo è un conte, o meglio era, dell'antico medioevo, e mi ha confessato che per mantenersi in vita usa costantemente due volte al giorno un dosaggio di crema per le rughe Garnier Fructis ricca di vitamine per la pelle. Non è questo il punto: potrei anche credere alle sue balle, ma quello che proprio mi stupisce è come faccia a fare tutte le altre cose impossibili che fa! Credetemi, una notte l'ho visto che appeso al muro a testa in giù, riusciva ad addormentare uno yo-yo per trenta secondi! Sono uscito di colpo dalla mia stanza e gli ho fatto un applauso, ma s'è spaventato e mi ha ordinato di tornare in camera. Ho incontrato anche i suoi tre famosi mariti, e più d'una volta mi hanno tentato con i loro set Lego Machine Caserma dei Pompieri. Non so come Draculo sapesse che proprio i Pompieri mancavano alla mia collezione. Il conte è saggio, ma anche molto. Lui ha scoperto che la mia Rina (o era Gina?) è senza protezione a Londra e quindi se nè andato da qui, lasciandomi in balia dei tre mariti che senza sosta continuano a farmi giocare con i Lego. Li odio.


~

Qui è il dottor Van Cessing che vi parla dal suo diario. Sono sulle tracce del conte Draculo, il pervertito della notte, quello che se ne va a ciucciare di porta in porta. Ho scoperto che quello sfigato del mio amico Jonatanno si è fatto fregare la moglie dal conte. Io ho approfittato dell'occasione per scovare il conte e farmi un Auricchio. Quando l'ho trovato gli ho impiantato uno stuzzicadenti nel naso ed è morto. Anche Lina è morta e anche Jonatanno.
Qui terminano le avventure della Trans-ilvania.

~

Scherzavo, ho troppa fifa per cercare il conte. Comunque la storia dell'Auricchio è vera.
Alla fine ho saputo come si sono evoluti gli eventi: Jonatanno è rimasto a vivere con i mariti di Draculo, Nina ha sposato il conte, ha avuto un figlio da lui. Quanto a me...
Un altro Auricchio.

mercoledì 21 novembre 2007

Supercalifragilistichespiralidoso è andato in pensione.

Se Babbo Natale venisse a portarmi una bottiglia di Coca-Cola, lo picchierei. E gli farei bere la Coca-Cola, giusto per rincarare la dose di punizioni. Mi sento frust(r)ato, come disse Gesù poco prima di farsi la via del Calvario. Alla finestra, guardo i giorni passare (e anche le belle ragazze). Man mano che andiamo avanti, i giorni si accorciano e la vita si allunga, i potenti ci fanno le pernacchie e i deboli cercano di capire il perché di un gesto così assurdamente normale.
Ah, non c'è più religione, come disse il bidello avvertendo gli alunni che il prete era a casa ammalato. E non c'è più nemmeno buon senso, finché la Clerici e la Ventura non decidono di andare a fare volontariato in Groenlandia. I sensi sono cattivi, puzzano di sciocchezze lontano un miglio. Facciamo due.
Vorrei dire tante cavolate, ma non sono abbastanza intelligente. E continuando a gingillarci con i controsensi, finiremo per andare in senso contrario; se poi siamo in un senso unico, peggio ancora. E se dal senso unico arriviamo ad un vicolo cieco, significa che abbiamo fatto una strada senza senso. E' normale, almeno finché tutti diranno che lo é. Viviamo in un'epoca di sorrisi: sorrisi finti, sorrisi stanchi, sorrisi incerti. Sorridiamo in un'epoca di vite: vite finte, vite stanche, vite incerte.
Supercalifragilistichespiralidoso è andato in pensione. Beato lui. Ora ci siamo noi, poco spiralidosi, tanto fragilisti.
E qual è il motivo? Non lo sapete, è ovvio. Ovvio come girare all'infinito per un gatto con una tartina sulla schiena. E' ovvio, e lo si può capire da quello che ho scritto finora. Niente.

venerdì 12 ottobre 2007

Che fine ha fatto?

Tsk, si lamenta che i co-autori del blog non scrivono. Di quel mentecatto di WildChild non so nulla, forse sta litigando con lo spirito inquieto di Lincoln che conservava sotto il cuscino. Per quanto riguarda D C o W, beh lui è un problema a parte. Mi sento di rispondere io al posto suo solo per rispetto verso il povero The Guardian, abbandonato a se stesso e in preda a crisi esistenziali tipo "Chi sono? Sono davvero una persona o sono solo un quotidiano inglese, o peggio ancora un film con Kevin Costner?"
D C o W non può rispondere perché è... impegnato. Sì, diciamo "impegnato". Chi sono io? Ma che v'importa, dico io? Fatevi i *bip* vostri, porca *bip*! Diciamo solo che quello scemo di D C o W tiene memorizzati nome account e password quindi non ho avuto problemi a inserirmi col suo account.
Ecco, non ho altro da dirvi, solo avvertirvi che per un bel po' non potrà farsi vedere. E' impegnato: l'altra settimana stava giocando a moscacieca sull'autostrada, ieri stava cercando di colpire con un bastone una piñata che invece di essere piena di dolci e frutta era stata riempita di nitroglicerina. Sciocchezze. C'è poi da dire che è molto occupato anche socialmente: aiuta le vecchine ad attraversare la strada correndo come un pazzo invasato da un marciapiede all'altro per fermare le macchine. E non è tutto, si dice che abbia stipulato un contratto con Babbo Natale per prender le veci di una renna morta. Alcuni dicono di averlo visto scalare l'Everest a testa in giù, ma molti discordano su queste testimonianze, asserendo che si trattasse solo di un mitomane che tentava di emularlo. Manca solo che sia stato rapito dagli alieni o che abbia ricevuto una benedizione da Chuck Norris, eh? Purtroppo hanno messo gli autovelox sulla Via Lattea quindi gli alieni devono ancora arrivare causa traffico, e per quanto riguarda Chuck Norris, sembra che sia impegnato in Birmania a far crollare a suon di calci rotanti la dittatura che ha messo alla fame il paese.
Si tratta solo di voci di corridoio, esagerate leggende metropolitane, ma mi sentivo obbligato a dirvelo. Farò in modo di farvi avere altre sue notizie appena potrò. Fino ad allora resistete anche senza di lui. Anzi, divertitevi!